Ai nostri fini (regole che siano condivise ed applicate dalla community internazionale di Bang) non rileva la nazionalità dell'autore del gioco.
Quello che rileva è che le regole siano uguali per tutti.
In particolare, in virtù della diffusione "universale" dell'inglese (che credo sia anche la "lingua madre" di BGA), è fondamentale che quelle siano le regole corrette, in quanto è dall'inglese che derivano tutte le altre traduzioni.
Se metti il gioco in inglese e vai a leggerti l'How To, trovi questo:
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Rules
Talking/Writing in chat: talking "at the table" is part of the game, as is lying about your role. However, as expressly specified by Emiliano Sciarra (creator of Bang!) on boardgamegeek.com:
1) One "cannot say which cards are in your hand, nor you can ask directly another player whether he approves the playing of some card or not" (SOURCE:
https://boardgamegeek.com/thread/282531 ... lk-and-bga)
2
) One "may try to tell other players what to do: if they will obey, on the other hand, that's up to them (as well as finding a way to explain their behaviour...)" (SOURCE:
https://boardgamegeek.com/thread/147495 ... 7#20986387
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In grassetto, al punto 2), c'è l'esatto contrario di quello che scrivi tu. È un errore, in quanto nel link a supporto, Sciarra non dice che "uno può chiedere di giocare una carta", ma che può farlo lo Sceriffo (non uno chiunque!).
Ma resta il fatto che chi gioca in inglese, e tutti quelli che giocano con regole tradotte dall'inglese, leggono quella regola lì.
Per quanto riguarda High Noon, stavo solo facendoti notare che avevi interpretato male quello che si intendeva. In ogni caso, ricordare gli effetti delle carte, almeno in arena, per "aiutare" un giocatore distratto, per me dovrebbe essere vietato.
PS: quando tu parli di "regole di Bang", mi pare evidente che fai riferimento alle regole da torneo, che sono quelle più stringenti. Ma queste non si trovano dentro la scatola per cui, a fare i pignoli, non è sbagliato che non siano riportate su BGA: credo che bisognerebbe prima trovare un accordo tra i partecipanti alla comunità e magari agli sviluppatori del gioco.
Anche molte delle cose che dice lo stesso Sciarra vanno prese con le molle: cioè, va benissimo parlare durante le partite "in real life". Ma su BGA, dietro una tastiera, in un contesto internazionale, credo bisognerebbe limitarsi molto di più.